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A volte capita che, in particolare nelle transazioni commerciali, una delle parti contraenti si riveli inadempiente, tardando od omettendo, sia parzialmente che integralmente, i pagamenti per la prestazione ricevuta.

Risulta molto difficile prevedere chi sarà un buon contraente, affidabile, puntuale e diligente nel pagamento: infatti, può succedere che persino il Cliente di vecchia data, sempre preciso e sicuro, in momenti di particolare e sfavorevole transizione economica, si trasformi in un debitore tentennante o incapace di adempiere a quanto promesso.

In simili occasioni, l’intervento di un Legale può risultare determinante, per una duplice ed opposta modalità di risoluzione della problematica, che – se non puntualmente gestita – può ripercuotersi negativamente sulla stessa affidabilità e capacità economica del creditore, magari a sua volta debitore verso terzi soggetti.

In presenza di un credito vantato verso un debitore inadempiente, infatti, al titolare del diritto si presentano sostanzialmente due opzioni:

1) Recuperare coercitivamente le somme oggetto del proprio credito, agendo contro il debitore: questa è l’attività di recupero credito per eccellenza.

2) Limitare il danno economico e la perdita subita nel migliore (e meno doloroso) dei modi leciti e possibili, attraverso la deduzione fiscale del credito vantato e rimasto inevaso.

Attraverso la prima delle due modalità precedentemente descritte, è possibile per il creditore recuperare la somma oggetto d’insoluto, tendenzialmente per l’intero ed anzi comprensiva di interessi di mora e spese legali: tuttavia, è bene ricordare come, nella realtà delle azioni legali per recupero del credito, non sempre sia possibile recuperare l’intera somma di diritto, oppure riuscire a rivalersi anche delle spese legali o degli interessi moratori.

Anche nel peggiore dei casi, però, riuscire a recuperare almeno una parte del credito vantato può permettere di limitare il danno economico subito. 

In ogni caso, resta possibile la seconda opzione succitata e sarà quindi in potere del creditore dedurre fiscalmente l’intero o parte del credito vantato, anche in questo caso – attraverso gli strumenti tributari – riuscendo a limitare il più possibile la propria perdita economica: un’opzione che, purtroppo, le imprese o i creditori in generale tendono a sottovalutare o non conoscere affatto.

In ogni caso, sul punto, è sempre opportuno domandare una consulenza a un legale o al commercialista di fiducia, per poter ottenere una valutazione più tecnica, professionale e adeguata sull’utilità o rilevanza di procedere a un recupero del credito o soprassedere da tale tipo di attività. 

L’invio di una lettera da parte del legale per intimare il pagamento del debito, comprensivo di interessi e spese legali di primo intervento, è comunque pressoché sempre necessario, anche per importi di modesto valore.