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COME SI PONE IN PERDITA UN CREDITO?

Ci sono tendenzialmente 3 ipotesi principali per dedurre fiscalmente un credito ed emarginare o ridurre il potenziale danno economico: la prima è sostanzialmente automatica, in presenza delle dovute condizioni; la seconda è quella tipica e individuale; infine, la terza è di applicazione meramente residuale. In particolare nei casi 2 e 3, la consulenza di un professionista è pressoché insostituibile. 

1) Procedura concorsualel’esistenza di una procedura collettiva nei confronti di un’impresa verso cui si vanti un credito, come ad es. una procedura fallimentare, già da sé rende possibile stornare fiscalmente un credito vantato verso il debitore oggetto della procedura.

2)    Procedura individualeun singolo creditore può dimostrare di essersi attivato per recuperare il credito coattivamente, ma di non aver avuto successo. N.B. in tali casi è normalmente necessario giungere a un punto avanzato della procedura esecutiva, in particolare conseguendo un VERBALE DI PIGNORAMENTO NEGATIVO.

3)    Ipotesi residuale: talvolta la procedura di recupero del credito può risultare ANTIECONOMICA, ciò in particolare quando si tratta di crediti (in genere tra i 500 e i 700 €) che, anche in proporzione alla mole di affari del creditore, si presentano talmente marginali che, alla luce del prudente ed esperto parere di un legale, i costi da assumere per il recupero risulterebbero sproporzionati rispetto alla prospettiva di efficace recupero del credito. In tali casi, è opportuno che l’avvocato invii una propria lettera monitoria, per raccomandata, ingiungendo il pagamento del dovuto e solo all’esito di tale invio (ad es. con compiuta giacenza o ritorno al mittente), il legale trasmetta una missiva al proprio cliente (il creditore) nel quale illustri le ragioni dell’anti-economicità del recupero del credito, affinché esso possa essere stornato.