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«Una dichiarazione anticipata di trattamento (detta anche testamento biologico, o più variamente testamento di vita, direttive anticipate, volontà previe di trattamento) è l'espressione della volontà da parte di una persona (testatore), fornita in condizioni di lucidità mentale, in merito alle terapie che intende o non intende accettare nell'eventualità in cui dovesse trovarsi nella condizione di incapacità di esprimere il proprio diritto di acconsentire o non acconsentire alle cure proposte (consenso informato) per malattie o lesioni traumatiche cerebrali irreversibili o invalidanti, malattie che costringano a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali che impediscano una normale vita di relazione.» (Definizione tratta da Wikipedia)

In Italia attualmente non esiste una vera e propria legislazione sul delicato tema del testamento biologico.

Al momento non è quindi possibile provvedere alla redazione formale di una simile dichiarazione secondo modalità tipiche o specifiche, legislativamente indicate e dotate di particolare efficacia legale.

Qualora, però, una persona dovesse trovarsi nella malaugurata condizione di non poter decidere dei propri trattamenti sanitari e, contemporaneamente, vertere in un gravissimo stato patologico, paragonabile a un limbo irreversibile tra la vita e la morte, è possibile ricorrere al Tribunale per avere l'autorizzazione a sospendere le terapie che forzano la sopravvivenza "vegetativa" (il c.d. accanimento terapeutico).

Il Tribunale dovrà, in tali occasioni, ricostruire a posteriori quale sarebbe stata la volontà dell'ammalato ed è in tale frangente che il c.d. testamento biologico acquisisce la propria utilità. Infatti, pur non essendo - per vuoto legislativo - esso stesso un documento già di per sé idoneo a produrre effetti risolutivi dell'enpasse clinico, nondimeno esso rappresenta un inconfutabile elemento di prova circa la volontà suddetta. Ovviamente, perchè il documento possa avere rigorosità di prova, è opportuno che esso garantisca determinati requisiti minimi di certezza: come la provenienza dall'interessato; la sua capacità al momento della redazione di essere capace di intendere e volere; la sicurezza che lo stesso documento non sia stato successivamente alterato o revocato.

Tali requisiti possono raggiungersi attraverso la consegna del testamento a diversi soggetti (parenti, amici, colleghi), eventualmente anche spediti a mezzo posta e in buste mantenute sigillate e siglate.

N.B. Nessun avvocato può fornirvi un servizio qualificato in tale materia: diffidate da chi pomposamente dichiarasse di potervi fornire un testo dotato di qualche particolare forza giuridica derivante dalla professione forense. Infatti, si ripete, nessuna legge italiana al momento disciplina rigorosamente la materia. Invero, un legale potrebbe aiutarvi a predisporre un testo preciso e ordinato, sfruttando la propria competenza ed esperienza nella stesura di testi di valore legale e contrattuale. Eppure, l'Avvocato non è assolutamente indispensabile per tale tipo di attività: invero chiunque potrebbe personalmente scrivere il proprio testamento biologico, senza l'aiuto di nessuno o, semmai, con l'aiuto di un medico che davvero potrebbe fornire consigli insostituibili, derivanti dalla scienza medica, e che nessun altro professionista di qualsiasi altro settore potrebbe fornire.

Molti Notai, oggi, sono disponibili alla ricezione e scritturazione di simili documenti: il Notaio, come Pubblico Ufficiale, può peraltro certificare incontrovertibilmente la provenienza e la data del documento. Potete contattare gli ordini notarili della vostra città per conoscere i nominativi di professionisti disponibili per tale tipo di servizio.

Alcuni Comuni hanno istituito un vero e proprio Ufficio deputato alla ricezione di testamenti biologici, che vengono sia certificati nella loro provenienza, sia conservati per future fatalità. 

Si tratta di un servizio solitamente economico e  affidabile, ma non ancora diffuso uniformemente: pertanto, chi fosse interessato dovrebbe verificare la disponibilità di tale servizio presso il proprio Comune di residenza.

Ad esempio, il Comune di Bologna, al momento, NON ha predisposto tale servizio.

On line è possibile trovare modelli già pronti da utilizzare per la redazione del testamento biologico.

Mi permetto di segnalarne solo due, per ragioni che spiegherò:

1) Modello predisposto dalla Fondazione del Dott. Umberto Veronesi - Questo modello è di una semplicità pressoché elementare, ma nondimeno gode di stima e diffusione anche per l'importanza della Fondazione Veronesi che lo ha predisposto, oltre ad aver ricevuto l'approvazione del Consiglio Nazionale Forense.

2) Modello predisposto dalla associazione ADUC - Questo modello è visibilmente molto più articolato di quello precedente e può soddisfare le esigenze di chi sentisse necessaria una puntualizzazione più analitica delle proprie condizioni e decisioni mediche terminali.

   
 

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Last update: 01-06-2015